Perché siamo degli appassionati terminali di musica e lettura, prima di tutto.

Di tutto ciò che è LIBERA espressione. In un’epoca come questa dove ogni cosa è a disposizione, libera appunto, ma senza alcun tipo di controllo o di filtro, quindi difficilmente raggiungibile senza una guida, senza una direzione.

Perché è da quando abbiamo preso possesso della ragione che non smettiamo di essere curiosi, di cercare cose nuove, meno note. Non ci fermiamo MAI, davanti a niente e nessuno.

Quindi, dopo aver letto l’ennesima testimonianza di prima mano da parte di gente che non sapeva nemmeno dove stava di casa (il riferimento è Journey To The Center Of The Cramps, ovvero la biografia dei mitici Cramps di Dick Porter recentemente tradotta in Italia dai ragazzi di Goodfellas) ma era sicura di quello che faceva, ovvero riportare a galla il suono più malato degli anni ’50, quello delle B-sides di rari ed innominabili 45 giri di rockabilly; e centrifugarlo con gli horror comics e il clima urbano e degradato della New York di metà anni settanta. Erano talmente convinti che, alla fine, hanno avuto ragione loro. In barba a tutti!

E così siamo anche noi. Non ci interessa minimamente, per il momento, avere un obiettivo preciso o, meglio, un punto di arrivo. Ci godiamo il viaggio. Vogliamo condividere i nostri soliti ed insoliti ascolti e letture (tutti, per noi, ineludibilmente da CINQUE STELLE e quasi irrimediabilmente PERDUTI) con quanta più gente possibile. Nel mare magnum indistinto della rete globale occorre più che mai una guida all’ascolto ed alla lettura. Occorrono punti fermi.

Proveremo ad essere un filtro, un catalizzatore magari; con i nostri punti di vista e la nostra attitudine proveremo a fare grandi passi, ad assicurarci le cose migliori che ci sono sul nostro pianeta (per gli altri, vedremo) anche in quest’epoca confusa e infelice.

Non è cosa da poco, lo sappiamo.

Se funzionerà saranno i lettori a dirlo, che sono liberi di criticare o suggerire quello che vogliono.

Allacciate le cinture, si parte.

GLI STELLARI

martedì 19 luglio 2016

SCREAMIN' JAY HAWKINS AND THE FUZZTONES - Live
(CD Cleopatra Records)


Nel lontano 1985 c’è stato un incontro perfettamente riuscito tra un’icona della musica nera più perversa e tribale che risponde al nome di Screamin’ Jay Hawkins (attivo sin dalla metà degli anni 50’ ed autore, tra le altre, della notissima I put a spell on you rifatta un po’ da tutti i grandi della nostra musica) e gli alfieri del garage rock più depravato del pianeta (per chi ancora non li conoscesse un perfetto incrocio tra i Doors ed i Music Machine) quali erano e sono (ascoltate pure il loro ultimo e splendido Preaching to the perverted) i mitici Fuzztones di Rudy Protrudi!
Ciò che accomuna questi artisti è senza dubbio l’immaginario macabro e voodoo (basta ammirare la splendida cover di questo disco live) e tutta la trash culture anni 50’ e 60’ derivata da innominabili b-movies ( dai quali mister Tarantino e Rodriguez hanno costruito la loro carriera di registri) che si sono impressi indelebilmente nelle menti di tutte le persone coinvolte in queste losche lande sonore.
Era da molto tempo che questa infuocata esibizione mancava dal mercato è quindi con notevole sorpresa e piacere che oggi arriva questa ristampa rimasterizzata ad arte con la preziosa aggiunta di ben cinque inediti live dei Fuzztones in forma smagliante (originariamente la Midnight Records di J.D.Martignon aveva prodotto un mini-LP di quattro soli brani) per trentacinque minuti abbondanti di musica.
A farla da padrone è l’incredibile capacità di coinvolgimento del trascinatore di folle Jay Hawkins e della sua carica adrenalinica sempre sopra le righe di selvaggi rhythm and blues (sentitevi i grugniti di Constipation blues) con il funereo ritmo lento di maracas distrutte e armonica dall’oltretomba.
Facile immaginarlo on stage con i suoi travestimenti che anticiparono lo shock rock teatrale di Alice Cooper, i suoi eccessi vocali quasi operistici ed il suo inseparabile piano.
L’esperienza live è un flusso ininterrotto, dall’iniziale Alligator wine alla finale Constipation blues, di declamotorie provocazioni vocali supportate dagli ipnotici ritmi tribali e dalle sventagliate elettriche di chitarra che ci accompagnano in questo vero e proprio rito propiziatorio voodoo.
Niente da aggiungere riguardo ai cinque brani live inediti dei Fuzztones con classici quali Gloria e She told me lies (Greg Prevost docet) su tutti eseguiti con la solita carica che li contraddistingue e con i suoni vintage in linea con quelli originali.
In ogni caso musica senza tempo: dai sixties al primo ritorno negli eighties (con bands incredibili come Fuzztones, Chesterfield Kings, Unclaimed, Miracle Workers………) sino ad oggi con inalterato stupore e carica intrinseca tipica del r’n’r in tutte le sue forme non evolutive ma con i suoni primordiali più legati all’istinto animalesco che è da sempre in ognuno di noi. Semplicemente eterni!
                                       
                                                                  Reverberend

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